postato da Il Singolo alle ore 13:33 del tempo terrestre
lunedì, 09 marzo 2009

Umani, quanto tempo.
Ho viaggiato di nuovo e di nuovo mi son smarrito nel meraviglioso Oltre incrociando, tra le tante entità, Eros e  Anteros.
Che dire?
Che spesso mi son ritrovato perso, soverchiato da un senso di sconforto totale e debilitante, a girovagare disperso tra sogni e desideri, le solite nebulose di realtà che potrebbero essere e ora, che finalmente ho potuto guardar negli occhi questi due fratelli, regna il silenzio e quel rombo sordo che mi sconcentrava distraendomi dai miei obblighi nei miei stessi confronti è finalmente cessato.

Tornare a casa. Questa una volta era priorità.
Avere scudi pronti ad alzarsi, questa era una necessità.
Tramortirsi per non pensare era la missione quotidiana.

Ora tutto è casa, quiete, sole, spiaggia.

E io torno a voi,
dolcissimi umani.

Claudio Crimi Trigona
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categoria : eros, - amore, - casa, anteros

postato da Il Singolo alle ore 12:23 del tempo terrestre
lunedì, 13 ottobre 2008

Umani ascoltate...
... vi sono giorni che proprio non vi sopporto e altri in cui vi amo appassionatamente.
Vi sono cose per cui perdo il lume della ragione e altre che attivano all'unisono tutti i neuroni del cervello e mi fanno brillare come una stella!
Ascolto le notizie con cui vi rimbambiscono e vi drogano e rimango stupito. Che aspettate? Chi aspettate? Io stesso son dovuto fuggire per qualche tempo da voi ed è certo che lo rifarò ancora, se continuate a metabolizzare la vostra mancanza di dignità.
Fate vostre le cose sbagliate e ne venite avvelenati.

Siete circondati da ipocrisie intellettuali, da desolanti vuoti estetici e da farneticanti cialtroni pronti a sentenziare su qualsiasi argoemento.
Siete bombardati da ridondanti vacuità, rimbalzanti per le pareti vuote dell'assuefazione culturale.

L'eco delle loro voci si ode a lungo in stanze ormai vuote.

So che vi chiedete cosa dico.
Eppure è così semplice.
Siete come gli orsi a cui succhiano la bile: avete voglia di farla finita e non comprendete il perchè. Provate solo dolore. Ma, al contrario dei vostri nobili fratelli ingabbiati per un osceno business, voi potete concentrarvi e aprire la gabbia.
bearbile2-1
Non avete più bisogno di comprendere. Non quella falsa protezione, perlomeno.
Siete liberi e sempre lo sarete. Basta che vi guardiate realmente allo specchio. La vostra rabbia vi emanciperà e sarete oltre, dove le voci ipocrite non vi raggiungeranno.
Venite.
Io vi aspetto.

Claudio Crimi Trigona, Il Singolo

(Foto tratta dal seguente indirizzo internet
http://blogeko.libero.it/index.php/2006/01/06/orsi_cina_bile_torture_medicina. )
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categoria : - follia, - catene, - distruggere la babele, - l oltre, - no, - violenza, - ipocrisia, - dignità

postato da Il Singolo alle ore 10:55 del tempo terrestre
mercoledì, 25 giugno 2008

Umani...
... molto prima che le storie della Bambina Dea divenissero fede e prendessero il sopravvento ci furono moltissime storie importanti, narrate nelle notti durante i lunghi trasporti di merce dai grandi monti a sud verso le grandi prateria di Ver-Ha-Limne, una delle più importanti era del sodalizio della stagione giusta, che preannuncia quella che voi chiamate primavera. Anche il mio pianeta d'origine era inclinato come il vostro per cui nei due emisferi v'era la danza delle stagione. Proprio come da voi.

Oggi vi racconto la storia del vecchio mercante e del suo piccolo fanciullo. Oggi vi racconto la storia delle Sette lune di Aree-Ha-Se.


Le Sette lune di Aree-Ha-Se
Era un periodo di pace nelle terre di Cal-Valei
anche se le cose non andavano bene.
Da tempo imperversava un terribile carestia,
v'era mancanza di cibo e una pestilenza orribile si diffondeva velocemente.
Nella città di Breia-freh, sulle sponde del lago Aree-Ha-Se
si aggiravano già alcuni krieergrh, gli striscianti roditori a tre code,
la cui saliva portava prima alla follia dei senza notte
e poi all'orribile morte blu.
La sera la gente non usciva più per strada
e gli anziani avevano incaricato le prime ronde speciali
in cerca di cadaveri infetti da bruciare assieme agli orrendi parassiti
che le avevano uccise.

Vi era in quel periodo un commerciante molto ricco ma molto solo
in quanto le sue due mogli erano morte senza dargli alcun figlio.
Passava le notti guardando il fuoco ardere
e ascoltando il suo schiavo leggere antichi racconti.

Ogni tanto si addormentava e sognava cose meravigliose,
soprattutto
un bambino di sette anni, dai capelli come fiocchi di lana bionda,
gli occhi blu e il sorriso meraviglioso
che gli conferivano un aspetto serafico.
Il vecchio mercante non aspettava altro che addormentarsi
per passare un po' di tempo con il suo piccolo,
come ormai lo chiamava.
Nel sogno il fanciullo non gli parlava mai
ma spesso gli indicava il lago in cui un'enorme pesce argentato
guizzava
dalle acque cristalline riempiendo l'aria di migliaia
di piccole gocce d'acqua.
Ogni volta che l'acqua ritornava al lago in uno scroscio assordante
il fanciullo rideva fortissimo
e con lui il vecchio.
Era un sogno stupendo.
Altre volte, in cima a una collina, osservavano le nubi danzare
mentre la pioggia li carezzava.
E anche questo era meraviglioso.

Una notte di particolare sconforto
il vecchio interruppe le letture del suo schiavo
e si confidò con lui.
Lo schiavo allora gli sorrise:
"Mio buon padrone, tu lo sai che i sogni son rari e preziosi?
Il tuo torna sempre e sempre è lo stesso. Forse non è un sogno."
Rimase un po' trasognato, a guardare i mondi in mezzo e poi esclamò:
"Forse è un Shaer-faria, uno degli Antichi, che ti parla con il suo linguaggio!"

Il vecchio sorrise e lo zittì con una mano.
Ma lo schiavo aveva ragione.
L'Antico Fanciullo aspettava il ricco mercante
sulla sponda del lago o in cima alla collina
e il vecchio mercante lo sapeva.

Così successe che un giorno nebbioso il vecchio mercante
si presentò in piazza accompagnato dal suo schiavo
e alla presenza degli anziani
regalò tutti i suoi averi allo sbalordito servitore
e felice se ne andò a casa
per sognare il suo piccolo.
Congedò il suo schiavo, ora amico, e si chiuse a chiave in camera da riposo.

E il suo piccolo, una volta che lui chiuse gli occhi,
gli corse incontro e lo abbracciò, lo prese per un braccio e lo accompagnò
presso il lago di Aree-Ha-Se.
V'era un cielo strano e carico di stelle,
attraversato da striature di luce blu chiara.
Si sdraiarono sulle sponde del lago e si addormentarono.
Decine di enormi pesci argentati saltavano
e il suono che producevano era la risata degli Antichi.
Sulle acque del lago si riflettevano le sette splendenti lune di Aree-Ha-Se,
visibili in cielo tutte assieme solo una volta l'anno.

Il vecchio mercante si addormentò nel sogno,
finalmente felice.

La mattina dopo il suo amico guardò alla finestra e vide che ovunque v'era natura lussureggiante, nell'aria scaldata da un sole tiepido era piena del profumo dei fiori delle Lune di Aree-Ha-Se, che allora si chiamavano i fiori polposi di Ver-pfah. La gente per strada era gioiosa e perplessa allo stesso tempo. Nessuna traccia dei krieergrh e nessuno accusava i dolori tipici della pestilenza. Allora estasiato corse alla camera del suo ex-padrone e bussò alla porta senza aver risposta. Provò ad aprire ma la camera era chiusa dall'interno. Buttata giù la porta l'uomo si trovò in una camera vuota, i ceppi non toccati dal fuoco nel camino, il letto in perfetto ordine.

Spaventato corse dagli anziani e raccontò loro della scomparsa del vecchio mercante e degli strani sogni che ultimamente raccontava. Uno degli anziani
gli chiese quale aspetto avesse avuto il fanciullo e la descrizione che l'uomo fece loro fece ammutolire tutti i presenti. L'ex-schiavo allora chiese il perchè di quel silenzio. L'anziano si limitò a rispondere: "Colui che hai descritto è stato un fanciullo unico in questa città visse ormai settant'anni fa. Era il tuo amico. Il vecchio e ricco mercante è stato richiamato nell'altro mondo da se stesso fanciullo" e commossi i quattordici anziani si ritirarono a pregare.

L'uomo, ancora sbalordito, si diresse verso il lago mentre attorno a lui si diffondeva una meravigliosa atmosfera festosa. Le nubi grigie si addensavano sul lago. Arrivò sulla sponda mentre cominciavano a cadere le prime goccie d'acqua. La siccità era finita.

Da allora ogni fine stagione secca si festeggia la notte delle sette lune di Aree-Ha-Se, il lago dei pesci danzanti.

Il Singolo, Claudio Crimi Trigona
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categoria : - frezhrish, - alfabeto degli antichi, - shaer-faria, - antichi

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